" MA SI PUO' " il Progetto sul Nuoto Paralimpico curato da Alessia Berra

" Disabilità è solo una parola che indica un impedimento; non per questo significa essere <<diversi>>. Le persone che presentano una disabilità hanno una capacità impressionante di sfruttare al massimo le capacità residue ma hanno bisogno di un terreno fertile per poterle sviluppare e per potersi esprimere al 100%”. Queste sono le parole dell’azzurra Alessia BERRA, atleta tesserata nella Società Pol.Ha Varese, che, dopo la partecipazione ai Giochi Paralimpici di Rio 2016, ha iniziato a farsi strada da sola, bussando alle scuole della sua Regione, la Lombardia, promuovendo sul territorio la cultura dello sport paralimpico.

 

 

Ho scoperto il nuoto paralimpico per conto mio e guarda dove mi ha portato… chissà quanti ragazzi non ne sono a conoscenza e si perdono queste possibilità!” Ottima intuizione quella di Alessia tant’è che in soli due anni ha già presentato il suo progetto, strutturato come volontariato a 12 scuole in particolare quelle secondarie di primo grado. Oltre a questo, ha anche sviluppato una parte pratica in piscina per render maggiormente consapevoli riguardo alla disabilità in acqua.

 

 

" La differenza tra un atleta normodotato e uno disabile? Nessuna, sono atleti e basta. È difficile cambiare i pregiudizi comuni quindi c’è bisogno di una maggior conoscenza dello sport paralimpico e delle disabilità che racchiude. È proprio grazie allo Sport e agli altri mezzi di espressione che una persona disabile scopre risorse che non pensavano di avere. Non dimentichiamoci - conclude la BERRA - che l’attività fisica in generale, è un modo per soddisfare quei bisogni che la società <<nega>> come il bisogno di uscire, di mettersi in gioco, di scoprire nuove potenzialità, di divertirsi, di socializzare. Lo Sport ti dà maggior consapevolezza rispetto ai propri limiti e ti infonde quella determinazione nel volerli superare ”.

 

 

Scopo

Far conoscere e promuovere lo sport per disabili affinchè si diffonda la cultura sportiva e incentivare i ragazzi con disabilità ad avvicinarsi al mondo dello sport, nello specifico al nuoto.

 

Organizzazione

per comprendere al meglio gli argomenti trattati vi sarà una prima parte costituita da:

- Incontro di circa 2 ore con le classi delle scuole primaria e secondarie di primo e secondo grado, all’interno dell’orario scolastico, in particolar modo durante le lezioni di educazione fisica.

- incontri indirizzati ai ragazzi all’interno di centri sportivi pubblici o privati, nonché in auditorium o spazi pubblici gestiti da enti territoriali.

E la seconda parte (pratica) con:

- possibilità di usufruire della struttura della piscina comunale Buccinasco Piscine SCARL in Via della Costituzione 1 Buccinasco (MI)

- Nel caso la scuola si trovi in un territorio lontano da Buccinasco, si cercherà l’ospitalità in una piscina più vicina.

 

Contenuto

Attraverso una presentazione power point in cui sono presenti anche video e filmati, mi impegno a trasmettere la mia esperienza sia da ipovedente, che da atleta della nazionale italiana di nuoto paralimpico, parlando anche in generale delle varie disabilità fisiche, invitando i ragazzi a riflettere sulle convinzioni pregiudizievoli ereditate dalla nostra società.

Al fine di dare anche un riscontro concreto, vi è la possibilità di partecipare ad una dimostrazione pratica in acqua in cui i ragazzi proveranno in prima persona, le situazioni trattate nella presentazione, mettendosi nelle stesse condizioni di atleti con disabilità.

 

Strutturazione dell’incontro in acqua

I ragazzi saranno accompagnati dai genitori direttamente in piscina. Dopo un primo momento di briefing, ci si sposterà in vasca con apposito abbigliamento da piscina (costume, cuffia, ciabatte, accappatoio).

Qui, secondo le mie indicazioni, ci si calerà in acqua in piccoli gruppi e si proverà a nuotare, fare partenze e virate elementari come chi ha problemi di tipo fisico e sensoriale.

L’organizzazione di questa parte dovrà essere adattata al numero di adesioni dei ragazzi interessati.