“Nella vita ti diranno che non ce la farai, tu rispondi guarda come si fa” parola di Monica Boggioni

 Nella vita ti diranno che non ce la farai, tu girati e rispondi "guarda come si fa” parola di … Monica BOGGIONI

 

Accompagnata da una foto che la ritrae in piscina, questa è la frase scelta da Monica Boggioni non solo come stato di whatsApp, ma come motto di vita.

Essa rappresenta il modo di pensare e di essere della nostra azzurra, neo primatista Europea nei 200 misti SM5,  vice campionessa nei 200 stile libero S5, nei 50 stile libero S5 nei 100m stile libero S5, nella staffetta mixed 4x50 e medaglia di bronzo nei 50 dorso S5  e nei 100 rana SB4 agli European Championships WPS di Dublino 2018.

Nella vita quando ci poniamo obiettivi e quando abbiamo dei sogni, dobbiamo mettere sempre in conto che non tutte le persone che abbiamo intorno condivideranno quelle che vorremmo fossero le nostre scelte, - queste le parole di Monica – anzi a volte giudicheranno anche il nostro percorso e le strade che intraprenderemo senza tentare minimamente di immedesimarsi. Questo succede perché spesso il difficile viene automaticamente accostato a qualcosa di impossibile e dunque viene più facile porre davanti dubbi e giudizi piuttosto che fatica, sacrificio, volontà e coraggio”.

 

 

Monica, se pensi all’ acqua cosa ti viene in mente?

Se penso all’acqua mi vengono in mente molti ricordi positivi, la sensazione di libertà e quella di serenità. I primi passi che ho mosso in piscina sono stati quando frequentavo i corsi con la ASL, erano principalmente riabilitativi, li ho frequentati fino all’età dei 5 anni quando ho subìto il primo intervento e poi ho iniziato a fare corsi di nuoto con i ragazzi normo.

Dentro di me però ho sempre nutrito il sogno di prendere parte a gare di alto livello agonistico, ma nella mia città ai tempi non esisteva alcuna realtà, allora, che offrisse la possibilità di creare una vera e propria squadra composta da atleti disabili.

 

Quando si è presentata invece questa possibilità?

La possibilità si è presentata poi nel 2014 quando proprio nella mia “ seconda casa”, e cioè negli spogliatoi della piscina di Pavia ho conosciuto Giulia Bellingeri (nella foto a destra), oggi mia amica e compagna di squadra, che come me ha una disabilità e come me condivide questa profonda passione: il nuoto.

Giulia mi ha parlato del Progetto “Nuota con Noi” creato da suo papà Davide proprio per formare una squadra di nuoto per atleti con disabilità sia fisica che visiva.

 

 

E poi cosa è successo ?

E da lì è iniziato il mio sogno ed il mio percorso agonistico con la AICS Pavia nuoto, Società che mi ha permesso di raggiungere tutti i risultati che finora ho conquistato. Il Progetto “Nuota con Noi” non solo mi ha dato la possibilità di pormi dei traguardi e sogni sempre più ambiziosi, ma soprattutto ha creato una realtà concreta e tangibile per poterli realizzare. Il grande valore di un progetto come questo è proprio quello di portare quanti più ragazzi vicini allo sport paralimpico facendogli vedere la disabilità con occhi diversi e fare della propria diversità un punto di forza.

 

Cosa conta veramente per te, Monica?

Circondarsi di persone che condividano con te lo stesso obiettivo che siano pronte ad essere da stimolo e a volte anche di giudicarti, ma l’importante è saper sempre distinguere giudizi e critiche costruttive da quelle invece distruttive. Le prime ti servono a capire la necessità e l’importanza di riporre fiducia in coloro che sai che credono in te; le altre invece ti devono servire per avere sempre più chiaro il tuo obiettivo e ti devono dare un motivo in più per raggiungerlo.

  (credit foto Bizzi/CIP)