L'intervista al dt Riccardo Vernole: "Da Ostia segnali molto incoraggianti in vista del 2024"

(di M.Ghizzota/Finp)

In vista degli appuntamenti internazionali, il campionato di Ostia rappresenta una fermata importante nel percorso di preparazione per il 2024.

"Ricordiamo che le manifestazioni internazionali sono in vasca da 50, però è ovvio che aver avuto ottimi riscontri cronometrici già a novembre seppur in vasca da 25 è molto positivo, oserei dire strabiliante. Vedere siglati tanti record del mondo e europei (WR RECORD per Scortechini  100 SL S10, Fantin 100 SL S6, Bicelli 50 DO S7, Gilli 50 FA S13, Raimondi 100 Misti SM10 e 50 FA S10) e (EUR RECORD per Scortechini 50 SL S10, Procida 100 SL S2 e 50 DO S2 , Menciotti 50 DO S10) oltre a record  italiani e di categoria fa capire che l’Italia del nuoto è pronta ad affrontare in maniera decisa, la prossima stagione sportiva. Un 2024 da preparare con la massima attenzione con gli Europei di Madeira (21 – 27 aprile) e soprattutto con le Paralimpiadi di Parigi (29 agosto-7 settembre)".

Come hai visto i Big e soprattutto le giovani promesse impegnate nelle Finp Academy?

"Gli atleti della nazionale maggiore continuano a migliorarsi e questa situazione assume una doppia valenza. In primis aumenta la fiducia sul lavoro proposto dai propri allenatori, in alcune situazioni anche più della classifica finale, ma anche perché rappresenta un concreto stimolo per le giovani leve che vedono i propri idoli non accontentarsi mai. Sono molto contento dei giovani, hanno fatto prestazioni significative, non solo quelli che hanno partecipato alle Finp Academy, ma anche altri nuovi atleti che finora non erano emersi, siamo certi che alle prossime Finp Academy coinvolgeremo tanti nuovi ragazzi. Adesso abbiamo un parterre numeroso di atleti che possono diventare atleti di livello e chissà, in futuro, forse dei campioni. Il passaggio determinante verso il successo - come avvenne nel 2009 -, è quello di puntare solo ed esclusivamente sulla qualità del lavoro, stiamo cercando di costruire una mentalità vincente, che vuol dire impegno, dedizione per eccellere negli allenamenti settimanali, è li che dobbiamo lavorare. Maggiore sarà il numero di giovani atleti di qualità - dove il risultato in vasca è legittimato dal grande lavoro fatto con i propri allenatori - più alto diventa il livello tecnico della manifestazione. Ostia, a mio parere, ha legittimato questo mio pensiero, a volte mi venivano dubbi se fosse un campionato assoluto o giovanile. La scelta della Federazione di rendere più agevole la partecipazione a questo evento (gestione differente dei tempi limite rispetto ad altri campionati nazionali), è stata premiata, e non parlo solo di partecipazione record ma anche riguardo la qualità espressa dai partecipanti di ogni età. Un paio di anni fa, ero leggermente preoccupato della situazione del settore giovanile e ritenevo fondamentale iniziare un percorso che li seguisse maggiormente, ma sicuramente dobbiamo far di più".

 

Riflessione sulle Academy Finp, per la crescita del settore giovanile che punta a mettere le basi per la squadra paralimpica di nuoto del futuro.

"La Finp Academy per me rappresenta un momento fondamentale di condivisione, c’è uno staff tecnico nazionale invidiato da tutto il mondo, ci sono gli allenatori di società di altissimo livello e tanti giovani colleghi alle prime armi nel settore paralimpico, è ovvio che i soggetti principali siano gli atleti e i loro allenatori perchè tra loro quotidianamente c’è collaborazione e condivisione. Il nostro compito è quello di avere scambi tecnici dove diamo dei suggerimenti dettati dall’esperienza acquisita in tanti anni, e far sì che possano usufruire di valutazioni biomeccaniche e video analisi, non sempre possibili in un club, può permettere ai ragazzi di crescere più velocemente. Il nuoto è uno sport duro e tra i più faticosi, e richiede molta costanza. Dobbiamo come Finp aiutare gli allenatori di club ad indirizzarsi, da subito, verso le soluzioni tecniche migliori per i propri atleti, questo permette di percorrere dall’inizio la giusta strada verso un agonismo di livello. Si tratta, comunque, di un interscambio di esperienze, infatti potendo condividere alcune giornate con gli allenatori societari, riusciamo a comprendere meglio i loro atleti, perché spesso li vediamo solo in gara, ma la gara è solo la parte finale del percorso".

 

  

Il 2024 sarà un anno davvero importante per il nuoto paralimpico, i Campionati Europei di Madeira e Paralimpiadi di Parigi, come si prepara un DT con uno staff tecnico nazionale forte come il tuo ?

"La parola chiave è organizzazione e programmazione. Così come un allenatore programma e organizza l’allenamento di un’atleta, io ho programmato il mio lavoro, cercando di esaltare al meglio le grandi qualità professionali dei miei colleghi dello Staff Nazionale. Se mi soffermo un momento su Federica Fornasiero, Vincenzo Allocco, Enrico Testa, Massimiliano Tosin e Matteo Poli, me li immagino come dei componenti di un grande e complesso puzzle, che anno dopo anno si è definito creando un’ immagine splendida e vincente riconosciuta da tutti.

Ognuno dei miei colleghi ha delle prerogative che vengono utilizzate al meglio, quindi c’è un’ organizzazione delineata, ma non chiusa, e questo ci permette di lavorare all’interno di un movimento internazionale non facile, e non mi riferisco solo ai risultati. C’è un lavoro fuori, anzi, lontano dal bordo vasca complicatissimo e difficile da comprendere. Abbiamo ranking da confrontare e regolamenti del World Para Swimming spesso incomprensibili a cui fare capo, quindi per lavorare al meglio si fanno valutazioni ad ampio raggio. Si confrontano statistiche mondiali, ufficiali e non ufficiali per capire il potenziale dell’ atleta a seconda della classe sportiva, seguire le licenze internazionali, capire a chi dare priorità per le classificazioni internazionali. Sono scelte importanti che cercano di rispettare ogni atleta sempre. È un lavoro molto complesso, che ogni anno diventa più difficile, ma allo stesso tempo dobbiamo essere felici perché vuol dire che i nostri numeri sono aumentati. Abbiamo raggiunto risultati di livello stratosferico, abbiamo vinto le ultime 3 edizioni del Campionato mondiale (nessuna Nazione era mai riuscita), partendo da un ranking - appena tredici anni fa - sotto la ventesima posizione. È tutto legato a molti aspetti, quelli acquisiti vanno rinforzati e ogni anno bisogna fare qualcosa in più. Penso agli Europei del 2024, saranno diversi rispetto al passato, per chi non ha fatto il Mondiale a Manchester, diventa un passaggio importante per una potenziale convocazione a Parigi, allo stesso tempo abbiamo atleti campioni del mondo che devono fare una World Series per essere convocati alle Paralimpiadi. È un continuo confronto, tra di noi ma è quello che amiamo fare".

 

Di anno in anno sono aumentati gli iscritti al campionato italiano in vasca corta, ad Ostia si è raggiunto il numero record di 219 atleti e 66 Società.

"Questa è la cartina di tornasole, una nazionale così numerosa deve venire da campionati nazionali con molti atleti, è la storia della Federazione aver puntato sempre sulla qualità ma anche sul coinvolgimento di nuove leve. C’è una grossa differenza tra noi ed il resto del mondo. A Tokyo 2020 abbiamo portato tutte le classi sportive, non è un caso, noi non vogliamo lasciare indietro nessuno. Sarebbe facile arroccarsi sugli elementi forti e pensare solo a loro, ma questo non avrebbe portato a tutti questi campioni se non avessimo fatto così nel passato, e continueremo a farlo, sempre. I campionati di Ostia rappresentano un segnale che l’Italia è in salute. Ma non mi basta, io penso che con maggiore informazione e promozione, possiamo raggiungere anche il doppio degli iscritti. Tutte le società sportive che si stanno interessando di sport acquatici, devono capire che avere una squadra paralimpica non è solo un discorso sociale, ma anche un orgoglio per chi vive di sport e per chi vuole dare un servizio al proprio territorio. Avere il settore paralimpico ti permette di migliorare le proprie risorse. Per me dovrebbe essere scontato, direi un “must”, che in ogni città ci fosse una squadra paralimpica. Forse c’è ancora il timore che la gestione di un team con atleti disabili sia complesso, ma non vi è nulla di complicato se si è formati per farlo. Mi ripeto fino alla noia, quello che conta è la qualità del lavoro. Più avremo istruttori che sapranno lavorare con ragazzi disabili, più il nostro Paese migliorerà in termini di inclusione, portando sicuramente un aumento esponenziale di praticanti. Per tornare alla Nazionale, a breve usciranno i criteri per i Campionati europei di Madeira, siamo in attesa di alcune risposte del Para Swimming, mi auguro che, continuando con questo trend, faremo si che il 2024 possa esser davvero un anno da ricordare per l’Italia del nuoto".