Mondiali Londra, day 7: c'è solo un CAPITANO! Morelli è oro e record del mondo nei 50 rana

Il primo atto di questo lungo pomeriggio britannico, l'ultimo di questi Campionati Mondiali Para Swimming a Londra, non poteva che aprirlo il capitano Efrem Morelli con la sua gara del cuore. Con la gara che lo portò sul podio ai Giochi Paralimpici di Rio 2016, i 50 rana SB3.

L’azzurro (Fiamme Oro/Seasub Modena) ancora carico e soddisfatto dell’argento nella staffetta, in questa finale ha dato tutto, il cuore, la determinazione, la maturità ed il coraggio. Cosa ne è uscito? Oro e record del mondo con un crono stratosferico, 47"49. 

"Sono al settimo cielo, volevo vincere, ma venivo da una settimana che non era partita nel verso giusto, ma sono riuscito a ritrovarla grazie al mio tecnico Matteo Poli, allo staff Tecnico e alle fisioterapiste. Ho deciso di combattere la mia gara,  ci ho messo il cuore, come faccio ogni giorno, da sempre ed oggi ed è uscito fuori il record del mondo. Sono tanti anni che nuoto, quest'anno avevo bisogno di un cambiamento, mi sono affidato a Poli e lo ringrazio tanto. Dico grazie anche alla mia società Sea Sub Modena. Ho cercato di dare il meglio e ne è valsa la pena".

Medaglia d'oro per l'Italia, l'argento va al Giappone con Suzuki (48"83) il bronzo invece alla Russia con Zhdanov (49"34).

L'INTERVISTA

(F.C.)

Lui, Efrem Morelli, è la chioccia del gruppo. No, non chiamatelo vecchio: ma lo sguardo serio di uno che ne ha viste tante, le parole misurate, quei gesti mai eccessivi e mai fuori posto: ecco, tutte queste cose insieme, lo dipingono come un saggio di quelli che quando parlano vanno ascoltati. Lui, ovviamente, allontana etichette e nomignoli: <Sono il più anziano del gruppo, ma la cosa non mi pesa affatto. Anzi: mi sento più in forma adesso rispetto a qualche anno fa. Passano gli anni, cambiano i compagni di squadra, ma gli obiettivi restano sempre gli stessi>. Lui, silenzioso e apparentemente schivo, buttato in una gruppo di splendidi “matti” <con i quali mi trovo benissimo>. E chi meglio di lui, lui che di gruppi ne ha visti parecchi, può parlare di quanto sia davvero importante stare bene tutti insieme. <Il gruppo, un gruppo unito davvero e non soltanto a parole, è fondamentale: la condizione necessaria perché le cose vadano bene, la base per ogni risultato. Se c’è il gruppo tutto è più facile, se non c’è ecco che arrivano inevitabilmente i problemi. Il ct Riccardo Vernole questa cosa la sa bene e sull’unità del gruppo ha sempre puntato: i risultati parlano per lui, così come parla per lui il piacere che tutti proviamo quando andiamo in trasferta e stiamo insieme>.


E sfruttiamolo ancora, questo fatto che Efrem è davvero uno che ne ha viste tante. E che ha inevitabilmente visto crescere il movimento paralimpico da quello che era a quello che è. <Le cose sono cambiate, tanti passi avanti sono stati fatti: senza entrare nel discorso delle classificazioni perché altrimenti staremmo qui a parlarne per tutto il giorno, è indubbio che siano cambiate davvero tante cose. Sono arrivati i “costumoni” più performanti, c’è stata una notevole evoluzione tecnica, la professionalizzazione degli allenamenti e l’organizzazione di società e federazioni è cambiata così come è cambiata la percezione dello sport paralimpico. E a dirlo sono i numeri: a Pechino nel 2008 eravamo in 10, ora a Londra siamo in 22>.


Ecco, Efrem ha pestato su un tasto importante: la percezione, che in questo caso fa davvero rima con comunicazione. <Dopo Londra 2012 tutto è cambiato, prima le nostre gare andavano in differita a mezzanotte e da quelle Paralimpiadi la gente ci ha guardato in diretta. La conoscenza è alla base di tutto e la comunicazione è il pane che ci serve per andare avanti: se ne deve parlare, se ne deve parlare sempre di più. Davvero, è importante>.

Ed è bello finire un’intervista parlando di cerchi. Di cerchi che si chiudono: <Prima di fare l’incidente, stavo per entrare nel gruppo delle Fiamme Oro: per me era un sogno ed era praticamente fatta, poi mi sono fatto male. Anni dopo, e grazie al nuoto questo sogni si è realizzato e sono entrato a far parte del gruppo Fiamme Oro: davvero, un cerchio che si è chiuso. A modo suo, ma si è chiuso>.