Mondiali Londra, finali day 6: la debuttante Giulia Terzi conquista il suo primo bronzo mondiale

credit foto BIZZI/FINP

La debuttante Giulia Terzi (Polha Varese) dopo un leggero malessere pre gara, nuota la finale con il terzo miglior tempo che la porta sul podio con una bellissima medaglia di bronzo e record italiano 1'12"33 sulla distanza dei 100 stile libero S7. Arriva prima di tutte l’americana Coan con 1’08”83 seguita dalla tedesca Grahl con 1’12”10.

E’ andata benissimo, questa medaglie era inaspettata, sapevo di averla allenata bene, ma non credevo di andare a podio. Solo i miei allenatori Max (Massimiliano Tosin) e Micky (Micaela Biava) ci credevano. Faccio parte di una squadra bellissima condividiamo ogni successo. Vorrei dedicare questa medaglia ai miei genitori e ai miei nonni “.

L'INTERVISTA

<Già è un sogno essere qui - dice con quel filo d’emozione che rende tutto più genuino - perché io mica me l’aspettavo una convocazione per Londra. Certo, un po’ ci speravo: agli Assoluti di Busto Arsizio ero andata forte, quindi la chiamata di Vernole un po’ ci stava. Ma quando mi è stato detto che sì, ero stata convocata davvero per il mio primo raduno: ecco, mi è parso di volare. Poi, l’agitazione e la voglia di fare qualcosa di bello hanno preso il sopravvento…>.

Giulia, in piscina, ci è praticamente nata: <Buttata in acqua a tre mesi, con mia mamma ex nuotatrice agonistica e inflessibile nel volermi trasmettere quella passione che le scorreva nelle vene. A me inizialmente però il nuoto mi annoiava, ci andavo perché dovevo andarci ma non mi piaceva più di tanto: meglio, molto meglio la ginnastica artistica. E infatti, appena ho potuto ho lasciato la piscina per mettermi a fare quello che mi piaceva di più>. Poi, succede che la vita a volte provi a decidere per te, provi a mettere i bastoni tra le ruote e fare di testa sua: <Una scoliosi congenita non mi permetteva di sollevare pesi e mi ha costretto a una serie di interventi e limitazioni: alla fine, è saltato fuori che l’unico sport che potessi praticare era il nuoto e ho dovuto dire addio alla ginnastica>. Di nuovo dentro, di nuovo in piscina: ma questa volta, con una testa diversa. <La testa dell’agonista, la testa di quella che per fare ha bisogno di un obiettivo chiaro altrimenti molla e si butta sul divano. E allora, quella di fare il grande salto e iniziare a nuotare per vincere è stata una scelta ovvia, naturale>.

Di nuovo in acqua: l’acqua. <Ed è strano da spiegare quello che significa per me questo elemento. Fuori è come se fossi un’estranea, ma quando entro cambia tutto e mi sento protetta, mi sento pronta a vivere e gestire emozioni enormi e continue. Ecco cosa mi fa l’acqua: mi protegge, mi emoziona. E mi ha fatto entrare in un gruppo meraviglioso: la squadra della PolHa, i primi raduni, le risate insieme, gli amici>.

E poi, attenzione, c’è davvero tanto altro: una famiglia presente e coinvolta, tutti a seguire il sogno di Giulia. <Loro ci sono, ci sono eccome: io sono la prima di quattro fratelli e pensate che tutta la famiglia è arrivata a Londra in camper dopo aver girato un po’ per l’Europa. Non si sarebbero persi le mie gare per niente al mondo>. Il nuoto, la famiglia, ma non solo: <Nel frattempo mi sono presa due lauree: scienze politiche e giurisprudenza. Quando non mi alleno lavoro in ufficio nell’azienda di mio papà, che si occupa di trasporto e logistica del pesce. Cosa farò da grande? Non lo so: di sicuro, non lavorerò da mio papà…>.