World Series Italia 2020: Un pugno nello stomaco

Credit foto Pietro Rizzato

I silenzi non sono tutti uguali. Ci sono silenzi che fanno bene: quello che si ascolta in cima a una montagna, quello che è capace di avvolgerti su una spiaggia deserta, quello che dice tutto quando guardi negli occhi la persona che ami. Ci sono silenzi che fanno male, come quello che la scorsa settimana ha regnato nella piscina del Villaggio Bella Italia di Lignano.

Avrebbe dovuto essere una settimana diversa: attesa, preparata, voluta, inseguita. Una settimana di gare e campioni, di record ed emozioni, di vittorie e di storie. Una settimana intensa, di pranzi saltati e ore di sonno perse, di paura che qualcosa andasse storto e di gioia pura nel vedere che tutto era andato bene. E invece la valanga del Coronavirus che sta travolgendo tutta l’Italia ha fermato tutto, cancellando le World Series di Para Swimming quando gli atleti da tutto il mondo erano ormai arrivati a Lignano.


Un pugno nello stomaco per tutti. Un pugno nello stomaco per chi queste World Series le aveva organizzate e preparate alla perfezione con un lavoro iniziato mesi fa: “In tanti – dice il presidente del COL Francesco Bettella hanno lavorato molto per tutti questi mesi: perché tutto fosse perfetto, perché tutto andasse bene. Lasciatemi prima di ogni cosa ringraziare ciascuno, senza distinzioni, con un grazie speciale agli autisti che nei giorni dell’emergenza sono stati chiamati a fare gli straordinari”.

Quanto è stato complicato gestire i due giorni di emergenza?
Tra il sabato e la domenica sono arrivate a Lignano 300 persone: tra domenica notte e martedì tutte erano già ripartite. Questo grazie a un lavoro incredibile da parte di tutti, che hanno gestito logistica e organizzazione.

Quanto è stato brutto accettare questa realtà?
Molto. La notizia della cancellazione è stata difficile da digerire e da accettare: tutti hanno lavorato tantissimo, cercando di aggiungere qualcosa a quanto fatto negli anni scorsi e lavorando su quelle che erano state le criticità. Davvero, è stato brutto da mandare giù.

Qual è stata la parte più complicata?
Ci siamo trovati in una situazione inaspettata, una situazione di emergenza che nessuno aveva previsto. Abbiamo gestito anche le complessità psicologiche di persone arrivate dall’estero che si sono fatte prendere dal panico di fronte a una realtà che in assenza di notizie certe metteva paura.

E adesso?
Adesso la situazione a livello nazionale è molto complicata: parlare di futuro è complicato, così come è impossibile ipotizzare rinvii o recuperi della manifestazione. Tutti gli organizzatori di ogni tipo di manifestazione sono fermi ad aspettare che l’emergenza rientri e di capire cosa succederà.

Chi vuole ringraziare?
Tutti. Dai membri del COL fino all’ultimo dei volontari, passando per gli atleti e quelli che in qualche modo sono stati coinvolti in questo evento e hanno sofferto per la cancellazione. Ognuno ha lavorato per fare la sua parte e si è trovato a fare molto di più.

Si può quantificare il danno che questa cancellazione ha comportato?
Le spese sostenute sono state importanti, e sono state fatte tutte prima dell’evento e della sua cancellazione. Dobbiamo fare i conti, gestire la questione delle spese sostenute e dei rimborsi, guardarci attorno e capire. Il danno però non è stato solo economico: c’è anche un danno sportivo da non sottovalutare. Erano previste le classificazioni, le gare di Lignano sarebbero state un momento fondamentale per i Ct delle nazionali in vista degli Europei e delle Paralimpiadi: è un problema.

E ora?
E ora, passata l’adrenalina, resta il dispiacere: un dispiacere che è grande ed è condiviso, e che nessuno di noi pensava di dover provare. Resta il dispiacere, e resterà per tanto tempo…

( F. Caielli )